Come la maggioranza degli studenti che sono scesi in piazza in questi ultimi mesi, anche buona parte dei giovani ricercatori italiani non è affatto contrario pregiudizialmente, o per motivi ideologici, alla riforma del ministro Gelmini. Il punto è che, allo stato attuale, gli unici effetti concreti dei provvedimenti presi dal ministro sono due: 1) pesante diminuzione dei fondi per le scuole pubbliche con conseguente crisi materiale delle strutture scolastiche già in condizioni preoccupanti (e crisi psicologica degli insegnanti, di ruolo e precari); 2) blocco totale delle assunzioni di giovani studiosi nelle università. E' un dato di fatto, ma siccome i giornali non ne parlano può saperlo soltanto chi come me (e come tanti altri) è realmente interessato alla questione e, quindi, visita costantemente i siti delle università e del miur dove sono pubblicati i bandi dei concorsi: attualmente in tutte le università italiane, e mi riferisco soprattutto al settore umanistico, se si va nel sito specifico relativo a "bandi e concorsi" per le assunzioni, si può leggere la scritta comune "Le elezioni delle commissioni per i concorsi di ricercatore sono sospese e rimandate a data da definire". Ecco il primo disastroso risultato dell'attuale riforma. Aspettiamo nuovi aggiornamenti di questi famigerati risultati. G.S.domenica 26 ottobre 2008
Università e Scuola: l'inizio della fine?
Sabato 6 dicembre 2008
Come la maggioranza degli studenti che sono scesi in piazza in questi ultimi mesi, anche buona parte dei giovani ricercatori italiani non è affatto contrario pregiudizialmente, o per motivi ideologici, alla riforma del ministro Gelmini. Il punto è che, allo stato attuale, gli unici effetti concreti dei provvedimenti presi dal ministro sono due: 1) pesante diminuzione dei fondi per le scuole pubbliche con conseguente crisi materiale delle strutture scolastiche già in condizioni preoccupanti (e crisi psicologica degli insegnanti, di ruolo e precari); 2) blocco totale delle assunzioni di giovani studiosi nelle università. E' un dato di fatto, ma siccome i giornali non ne parlano può saperlo soltanto chi come me (e come tanti altri) è realmente interessato alla questione e, quindi, visita costantemente i siti delle università e del miur dove sono pubblicati i bandi dei concorsi: attualmente in tutte le università italiane, e mi riferisco soprattutto al settore umanistico, se si va nel sito specifico relativo a "bandi e concorsi" per le assunzioni, si può leggere la scritta comune "Le elezioni delle commissioni per i concorsi di ricercatore sono sospese e rimandate a data da definire". Ecco il primo disastroso risultato dell'attuale riforma. Aspettiamo nuovi aggiornamenti di questi famigerati risultati. G.S.
Come la maggioranza degli studenti che sono scesi in piazza in questi ultimi mesi, anche buona parte dei giovani ricercatori italiani non è affatto contrario pregiudizialmente, o per motivi ideologici, alla riforma del ministro Gelmini. Il punto è che, allo stato attuale, gli unici effetti concreti dei provvedimenti presi dal ministro sono due: 1) pesante diminuzione dei fondi per le scuole pubbliche con conseguente crisi materiale delle strutture scolastiche già in condizioni preoccupanti (e crisi psicologica degli insegnanti, di ruolo e precari); 2) blocco totale delle assunzioni di giovani studiosi nelle università. E' un dato di fatto, ma siccome i giornali non ne parlano può saperlo soltanto chi come me (e come tanti altri) è realmente interessato alla questione e, quindi, visita costantemente i siti delle università e del miur dove sono pubblicati i bandi dei concorsi: attualmente in tutte le università italiane, e mi riferisco soprattutto al settore umanistico, se si va nel sito specifico relativo a "bandi e concorsi" per le assunzioni, si può leggere la scritta comune "Le elezioni delle commissioni per i concorsi di ricercatore sono sospese e rimandate a data da definire". Ecco il primo disastroso risultato dell'attuale riforma. Aspettiamo nuovi aggiornamenti di questi famigerati risultati. G.S.
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